Il Parlamento europeo ha approvato nuove norme per rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori/allevatori e contribuire a stabilizzare i loro redditi.
I membri del Parlamento europeo hanno approvato nuove norme per garantire che i prezzi finali dei prodotti alimentari riflettano meglio i costi effettivi e abbiano un impatto diretto sui redditi degli agricoltori. Gli Stati membri saranno tenuti a stabilire e pubblicare online parametri di riferimento da utilizzare negli accordi contrattuali.

Il regolamento rafforza inoltre il ruolo delle organizzazioni di produttori (OP) nell'organizzazione del mercato e nella contrattazione collettiva. Tra le disposizioni principali, la possibilità per le OP di negoziare direttamente con gli acquirenti e l'introduzione di norme che impediscono agli acquirenti di contattare i singoli produttori aggirando le OP.
Le nuove norme chiariscono l'uso dei termini "equo" e "giusto" per i prodotti agricoli ed elencano i criteri per consentire tale etichettatura, ad esempio nei casi in cui un prodotto contribuisca allo sviluppo delle comunità rurali o alla promozione delle organizzazioni di agricoltori.
Il testo introduce anche una definizione di carne come “parti edibili di animali” e include un elenco di termini da riservare solo ai prodotti a base di carne e che non possono essere utilizzati per prodotti che non contengono carne, come prodotti coltivati in laboratorio o basati su cellule.
Questi termini sono: manzo, vitello, suino, pollame, pollo, tacchino, anatra, oca, agnello, montone, ovino, capra, coscia, filetto, controfiletto, fianco, lombo, bistecca, costolette, spalla, stinco, braciola, ala, petto, fegato, coscia, petto, ribeye, T-bone, scamone e pancetta.
L’obiettivo è aumentare la trasparenza nel mercato interno e consentire ai consumatori di fare scelte ben informate.
Infine, la legislazione introduce nuove misure, come i contratti scritti obbligatori, per sostenere i redditi dei produttori lattiero-caseari, viste le difficili condizioni che il settore sta affrontando. Questi contratti prevedrebbero clausole di esclusione dagli indicatori di prezzo e clausole di revisione.
L'accordo provvisorio deve ora essere approvato dal Consiglio prima che le nuove norme possano entrare in vigore.
Martedì 16 giugno 2026/ Parlamento europeo/Unione europea.
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