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Ucraina: il settore suinicolo deve affrontare sfide persistenti legate alla PSA e alla Guerra

L'economia e i rischi legati alla guerra stanno fungendo da catalizzatori per la trasformazione del settore suinicolo ucraino nel corso del 2026 e del 2027...

12 Ottobre 2026
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Il calo dei prezzi della carne suina nell'ultimo trimestre del 2025 e per tutta la prima metà del 2026 ha contribuito all'uscita dal mercato degli allevamenti meno efficienti, determinando una conseguente riduzione del patrimonio zootecnico.

Si prevede che la situazione si stabilizzerà parzialmente nel 2027, man mano che gli allevamenti industriali continueranno a ricostituire i propri capi, nonostante le difficoltà esistenti.

In Ucraina, la produzione di suini è concentrata in poli situati in prossimità delle principali fonti di mangime e dei centri di consumo. Nel 2022, in seguito all'avvio dell'invasione su larga scala, i segmenti produttivi dell'Ucraina orientale hanno cessato di esistere; molti allevamenti hanno trasferito le proprie strutture nell'Ucraina occidentale, sebbene la produzione nell'Ucraina centrale – in particolare nell'area circostante Kiev – rimanga significativa. Gli allevamenti industriali rappresentano il 69% del patrimonio suino, mentre il restante 31% fa capo alla produzione domestica.

La peste suina africana (PSA) costituisce un fattore di rischio rilevante, essendo di difficile controllo nelle regioni vicine al fronte. Essa rappresenta inoltre il principale ostacolo all'espansione del settore, poiché la diffusione della malattia tra la fauna selvatica e negli allevamenti domestici circostanti sfugge al controllo degli investitori. Il numero di casi di PSA è aumentato dopo l'inizio dell'invasione russa su larga scala nel 2022, per poi stabilizzarsi verso il 2025. Fonti del settore confermano che, nel 2026, l'incidenza della malattia si è mantenuta su livelli relativamente stabili.

La crescita contenuta del patrimonio suino nel 2027 si tradurrà in un incremento limitato della produzione di carne suina, che dovrebbe attestarsi a 610 mila tonnellate. Anche nel 2026 la produzione rimarrà debole, frenata da prezzi al dettaglio poco remunerativi e da un aumento delle importazioni. L'intensificarsi degli attacchi russi alle infrastrutture ucraine potrebbe ripercuotersi negativamente sulla produzione durante i mesi invernali del 2026/27. Le attività di macellazione e di conservazione a freddo restano vulnerabili a carenze energetiche e problemi logistici. Inoltre, la carenza di manodopera, segnalata dagli allevatori, avrà ripercussioni sulle fasi di trasformazione e distribuzione della carne suina. Il costante calo dei prezzi della carne suina e l'aumento delle importazioni di prodotti suini favoriranno una moderata crescita del consumo di tale carne nel 2026 e nel 2027. La carne suina rappresenta una fonte proteica tradizionale e molto apprezzata; i consumatori vi si sono orientati in seguito all'aumento dei prezzi della carne bovina registrato nell'ultimo trimestre del 2025.

Gli attacchi russi alle infrastrutture logistiche per il settore alimentare e la catena del freddo, intensificatisi tra la primavera e l'estate del 2026, potrebbero costituire un fattore determinante per i consumi di carne suina nel biennio 2026-2027. Molte grandi catene di distribuzione al dettaglio hanno perso i propri centri logistici a causa di tali attacchi, spingendo alcuni rivenditori a tornare a un sistema di consegne dirette dai singoli produttori. Altri rivenditori hanno invece chiesto ai produttori di farsi carico, fino al 100%, dei costi relativi ai prodotti andati perduti nei centri logistici colpiti. Sebbene siano in corso delle trattative, appare inevitabile un aumento dei prezzi al dettaglio della carne suina, trainato dai maggiori costi logistici.

Nel 2027, la domanda di importazione rimarrà sostenuta, attestandosi a 45 mila tonnellate, poiché la crescita nel settore industriale non sarà sufficiente a compensare la riduzione delle scorte presso le famiglie. Grazie alla vicinanza geografica e ai legami storici con i produttori europei, l'Unione Europea si conferma il principale fornitore, mentre il Canada rimane l'unico altro Paese a esportare carne suina verso l'Ucraina.

Lunedì 28 settembre 2026/ USDA/ Stati Uniti.
https://www.fas.usda.gov

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