Nel primo semestre 2026 sono stati macellati in Italia 5.007.997 suini, con una flessione dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato conferma una sostanziale stabilità del comparto, ma con andamenti molto differenti tra le diverse regioni.
L'Emilia-Romagna si conferma la principale regione italiana per numero di macellazioni con 1,83 milioni di capi, pari al 36,6% del totale nazionale, seguita dalla Lombardia con 1,66 milioni di capi (33,1%). Insieme, le due regioni concentrano quasi il 70% delle macellazioni italiane.

Tra le principali aree produttive, il dato più positivo è quello del Piemonte, che registra una crescita del 10,6%, raggiungendo 424.542 capi macellati e consolidando il terzo posto a livello nazionale. Crescono anche Veneto (+2,5%), Calabria (+4,9%), Provincia di Trento (+3,9%) e Basilicata (+7,3%).
In calo, invece, le due regioni leader: Lombardia (-2,5%) ed Emilia-Romagna (-1,2%), oltre a Campania (-13,4%), Abruzzo (-12,9%) e Lazio (-14,6%), che registrano le contrazioni più marcate.
I dati, elaborati sulla base della Banca Dati Nazionale dell'Anagrafe Zootecnica, non comprendono i suini abbattuti per motivi sanitari, quelli destinati all'autoconsumo, i capi morti durante il trasporto e i cinghiali.
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Martedì, 28 luglio 2026/Italia/ ANAS/Osservatorio

