I pipistrelli sono riconosciuti come serbatoi di diversi coronavirus (CoV), ma si sa ancora poco sui percorsi che ne consentono la diffusione negli animali da reddito.
Materiali e Metodi: Questo studio ha applicato un approccio multidisciplinare, combinando indagini bioacustiche, analisi del paesaggio e virologia molecolare, per valutare il rischio di trasmissione del CoV dai pipistrelli ai suini nei sistemi di allevamento intensivo del Nord Italia. Tra il 2021 e il 2022, abbiamo effettuato un monitoraggio bioacustico in 14 allevamenti di suini per valutare la presenza, la diversità e il comportamento dei pipistrelli. Abbiamo anche analizzato variabili a livello di paesaggio e di allevamento per identificare fattori predittivi dell'attività e della abbondanza dei pipistrelli. Inoltre, abbiamo studiato la circolazione del CoV in tre popolazioni di Pipistrellus kuhlii attraverso una sorveglianza longitudinale attiva, eseguendo il sequenziamento dell'intero genoma su ceppi di CoV nuovi e archiviati rilevati in P. kuhlii e Hypsugo savii. Utilizzando questi dati, abbiamo esplorato la biodiversità virale potenzialmente presente in questa interfaccia attraverso analisi genetiche e filogenetiche.

Risultati: Abbiamo identificato otto specie di pipistrelli negli allevamenti, con P. kuhlii, P. pipistrellus e H. savii come le più diffuse e attive. L'analisi paesaggistica e strutturale ha rivelato che le caratteristiche dell'allevamento che attraggono gli insetti erano associate a una maggiore attività dei pipistrelli, mentre l'habitat circostante ha mostrato scarso effetto. Fondamentalmente, abbiamo riscontrato la frequente assenza di barriere fisiche che impediscono il contatto tra pipistrelli o i loro escrementi e recinti per suini, aumentando i rischi di esposizione. Concentrandoci sulle specie di pipistrelli più comuni, abbiamo rilevato una circolazione attiva di CoV in P. kuhlii, comprese le colonie situate vicino agli allevamenti di suini. Due distinte specie di CoV sono state identificate in P. kuhlii, suggerendo un potenziale di ricombinazione virale.

I CoV sono stati rilevati durante tutta la stagione attiva, con picchi di amplificazione a maggio e agosto. L'analisi filogenetica ha indicato che i suini potrebbero essere esposti ad almeno otto specie di CoV di pipistrelli in Italia. In particolare, i CoV sembravano essere condivisi tra P. kuhlii e H. savii, aumentando ulteriormente i rischi di ricombinazione.
Conclusioni: Il nostro studio delinea una potenziale via di trasmissione dei coronavirus dei pipistrelli ai suini e mette in evidenza i principali fattori di rischio, tra cui le strutture di allevamento, le lacune nella biosicurezza, le specie di pipistrelli coinvolte, la diversità virale e i modelli stagionali di circolazione del virus.
Festa F, Priori P, Chiarello G, Palumbo E, Zamperin G, Cosentino F, et al. (2025) A multi-disciplinary approach to identify spillover interfaces of bat coronaviruses to pig farms in Italy. PLoS One 20(10): e0332117. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0332117
