Publications: Ceva Salute Animale S.p.A.

Controllo dell’influenza: perché è importante

Nei suini:
Ridurre la malattia clinica e le perdite produttive ad essa correlate
Ridurre le infezioni batteriche secondarie e quindi il consumo di antibiotici
Nell’uomo:
Ridurre la probabilità di trasmissione uomo-suino-uomo
Nei suini e nell’uomo:
Ridurre la probabilità di ricombinazione e la generazione di ceppi pericolosi per la salute animale e umana

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La malattia degli edemi (ED) è una malattia riemergente del suino, caratteristica della fase post-svezzamento, che causa perdite significative nelle aziende colpite. È causata da ceppi di E. coli produttori di tossine Shiga (STEC), in particolare le tossine del sottotipo 2e (Stx2e). Questi ceppi sono per lo più dotati delle fimbrie F18 che utilizzano per aderire alle cellule delle pareti intestinali. Poiché i recettori cellulari sensibili alle F18 si sviluppano solo dopo i 20 giorni di età del suinetto, la suscettibilità degli animali all’ ED aumenta in modo marcato

Le infezioni da Salmonella rappresentano una grave minaccia per la salute umana e animale
La Salmonella si trova comunemente nell'intestino di volatili e mammiferi sani. Negli alimenti, è più spesso rilevata nelle uova e nella carne cruda di maiale, tacchino o pollo. Le infezioni da Salmonella nell'uomo sono di solito di origine alimentare. Mentre la maggior parte di questi batteri Gram negativi sono fondamentalmente specifici per specie, alcuni hanno il potenziale per essere trasmessi ad altre specie o all'uomo.
In particolare, la Salmonella typhimurium (STM) presenta questo potenziale zoonotico, ossia è in grado di infettare varie specie animali e l'uomo. Questo patogeno è da sempre molto diffuso nelle aziende suinicole ed è oggi la serovar più frequentemente rilevata.
La Salmonella è una problematica importante che non può essere affrontato con un approccio semplice o univoco. Molti tentativi per una migliore igiene, un'alimentazione adeguata o l'uso di acidi sono falliti o sono stati efficaci solo per poco tempo.
La Salmonella può causare nel suino una malattia che si sviluppa con sintomatologia clinica e diventare un problema che minaccia anche la sopravvivenza dell'azienda agricola stessa.
Più la serovar si adatta al suino, più gravi sono i sintomi. Nella forma setticemica della malattia, i batteri penetrano nel flusso sanguigno degli animali infetti. All'inizio, i segni clinici sono simili a quelli della Malattia degli edemi nei suinetti, ma sono accompagnati da febbre. Questa forma colpisce soprattutto i suinetti svezzati, ma anche i suini da ingrasso e i riproduttori. Se la malattia acquisisce un decorso irregolare, possono verificarsi morti improvvise. Nei casi acuti, zone come le orecchie, il muso e la parete addominale diventano viola. Una respirazione pesante e faticosa indica un interessamento polmonare. La mortalità può superare di gran lunga il 20%. In molti casi, si verificano aborti nelle scrofe gravide.
I sierotipi meno adattati di solito causano solo diarrea, principalmente giallo-grigiastra e acquosa. I segni clinici possono essere confusi con quelli della diarrea post-svezzamento causata da E. coli. La forma intestinale cronica è caratterizzata da una diarrea non specifica pastosa o sanguinolenta. Altri effetti sono la tosse cronica e un maggior numero di suini sottopeso.
È opportuno menzionare la diarrea da Salmonella causata dai trattamenti antibiotici per altre malattie, come le infezioni respiratorie. Queste diarree compaiono quando gli animali infetti da Salmonella vengono trattati con un antibiotico a cui il ceppo specifico di Salmonella è resistente.


Il segno clinico più caratteristico è senza dubbio la presenza di figliate con un elevato numero di mummificati in diverso stato di sviluppo, a seconda del momento della gestazione durante il quale si verifica l'infezione.
L'agente eziologico della malattia è il Parvovirus suino (PPV), un virus del DNA che può infettare, per qualsiasi via, e replicarsi in qualsiasi suino suscettibile, ma i segni clinici della malattia si osservano solo nelle scrofe gravide. L'infezione da PPV causa perdite riproduttive, caratterizzate da un aumento dei suinetti morti, mummificati, morte embrionale e infertilità. I segni clinici riproduttivi sono correlati alla fase della gestazione in cui si verifica l'infezione:
giorno 0-6: l'embrione è protetto dalla zona pellucida e non è suscettibile di infezione;
giorno 6-35: morte embrionale e riassorbimento dei feti;
giorno 35-70: morte fetale e mummificazione;
giorno 70-114: feti immunocompetenti che eliminano il virus.
Lo strumento più adeguato per la prevenzione e il controllo del PPV è quello di mantenere elevati livelli di immunità alla malattia attraverso la vaccinazione periodica delle scrofe con vaccini commerciali basati su un virus inattivato che prevengono la malattia clinica.
La rivaccinazione regolare di femmine e verri a intervalli di 4-6 mesi è necessaria per mantenere un'immunità protettiva degli animali.

In questo articolo analizzeremo l'importanza dell'immunità di gruppo a livello di produzione e il suo impatto sugli aspetti economici.
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