PSA (peste suina africana): la maggior minaccia per il settore suinicolo mondiale. Cosa possiamo fare?

José Manuel Sánchez-VizcaínoCristina Jurado Diaz
30-Set-2018 (7 anni 6 mesi 16 giorni fa)

Antecedenti

La peste suina africana (PSA) è una malattia infettiva del suino che causa un grande impatto a diversi livelli. Poiché si tratta di una malattia notificabile obbligatoriamente all'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), la sua notifica comporta restrizioni commerciali immediate. Inoltre, quando un caso di PSA è segnalato in un allevamento di suini, tutti i suini devono essere distrutti e devono essere stabilite misure sanitarie severe. Tutte queste azioni generano perdite economiche dirette e indirette ed hanno conseguenze sociali nelle regioni colpite.

Durante l'ultimo decennio, la PSA si è diffusa attraverso l'Europa dell'Est. All'inizio la malattia si è diffusa nella regione del Caucaso e poi a nord, raggiungendo la Federazione Russa, l'Ucraina e la Bielorussia. Nel 2014 l'infezione ha raggiunto 4 paesi dell'Unione europea: Estonia, Lettonia, Polonia e Lituania. Da allora, casi di PSA sono stati segnalati in altri paesi europei come Moldavia, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria e Bulgaria. Inoltre, la Cina ha segnalato la presenza della malattia nell'agosto 2018 e, finora, 8 diverse province hanno segnalato casi di PSA, con oltre 90.000 capi macellati. Come se ciò non bastasse, il Belgio ha notificato diversi casi di cinghiali selvatici il 14 settembre 2018.

Pertanto, la situazione epidemiologica della PSA potrebbe essere classificata come una seria minaccia per l'industria suinicola in tutto il mondo. Questo articolo si concentrerà sulla revisione delle principali caratteristiche dell'epidemia attuale e sulla proposta di soluzioni alle sfide identificate.

Principali caratteristiche dell'attuale epidemia

1. Nella situazione globale attuale sono stati osservati differenti scenari epidemiologici.

2. Le popolazioni dei cinghiali e l'evoluzione del virus svolgono un ruolo chiave nella propagazione e persistenza della PSA. Ciò è dovuto a:

3. Le azioni dell'uomo, tuttavia, spingono la propagazione della PSA in alcune delle zone colpite.

Vie di trasmissione del virus della PSA

Raccomandazioni per far fronte a questa minaccia

  1. Non sottostimare la malattia nè il virus. La PSA è una malattia complessa, dalla struttura del virus alla sua epidemiologia.
  2. Studiare a fondo la malattia, i suoi meccanismi di propagazione (l'aerosol non è importante, ma il sangue rappresenta un rischio enorme, i veicoli contaminati e i fomiti sono uno dei maggiori rischi), la sua evoluzione clinica (da acuta a asintomatica), la sua presentazione in allevamento (che solitamente non è esplosiva).
  3. I programmi di rilevamento precoce ed i piani di emergenza dovrebbero essere rivisti e aggiornati. Tutti i membri della filiera che combattono contro la PSA devono essere informati e lavorare insieme (allevatori, veterinari, laboratori privati e ufficiali, funzionari forestali, ricercatori, politici, ecc...).
  4. Diagnosi. È importante introdurre un programma di formazione clinica per l'individuazione della malattia al fine di ottenere un buon sistema di diagnosi precoce. Allo stesso tempo, la rilevazione di anticorpi (ELISA o immunoperossidasi) e virus (PCR in tempo reale) dovrebbe essere eseguita in parallelo, poiché vi sono animali con e senza la presenza di virus e / o anticorpi.
  5. Il programma di controllo (compartimentazione o formazione di zone) dovrebbero essere rivisti in base alle caratteristiche dello scenario epidemiologico. Le strategie di formazione di compartimenti e formazione di zone potrebbero essere mescolate.
  6. Interrompere le importazioni di suini vivi e carni e prodotti derivati dalle zone a rischio.
  7. Rafforzare le misure di biosicurezza negli allevamenti di suini, in particolare nelle fattorie con suini all'aperto, dove è probabile il contatto con i cinghiali. Se possibile, ubicare gli allevamenti al di fuori o lontane dalle aree in cui è più probabile che si verifichino la presenza di cinghiali. Altrimenti, misure di biosicurezza come la doppia recinzione, il cambio degli abiti o il posizionamento delle reti alle finestre, tra le varie iniziative, saranno essenziali per impedire l'ingresso della PSA.
  8. Stabilire misure di controllo per ridurre la popolazione di cinghiali. È necessario avere i cacciatori di cinghiali dalla nostra parte ed ottenere la loro collaborazione ed impegno per controllare e sradicare la PSA.
  9. Continuare ad educare le persone che possono trasmettere il virus ad animali sensibili, non solo gli agricoltori, ma anche i turisti e chiunque sia in contatto con animali sensibili.
  10. Continuare la ricerca per ottenere un vaccino contro la PSA. Presso l'Università Complutense di Madrid, in collaborazione con CISA-INIA, stiamo cercando di ottenere un vaccino sicuro ed efficace ed i risultati sembrano promettenti.

Conclusioni

Il virus della PSA sta facendo un "ottimo" lavoro nonostante gli sforzi fatti per controllarlo. Dal 2014, 9 paesi dell'Unione europea hanno notificato la malattia. Pertanto, il sistema utilizzato per combattere e controllare la PSA deve essere migliorato. Se non invertiamo questa situazione, è probabile che l'infezione diventi endemica nei cinghiali europei, che diventeranno una fonte ricorrente di infezione per altri cinghiali, ma anche per il suino domestico. Pertanto, l'intero settore suinicolo è a grave rischio: dobbiamo ridurre questo rischio il più possibile!!!...