La Biosicurezza nel controllo del PRRSv

Gerard E. Martin VallsIván Díaz Luque
17-Nov-2017 (8 anni 5 mesi fa)

Il controllo del virus della Sindrome riproduttiva e respiratoria del suino (PRRSv) è una delle maggiori sfide della produzione suinicola mondiale. La mancanza di vaccini universali, assieme ad una patogenesi e ad una epidemiologia complessa, obbliga a progettare il suo controllo con un approccio multifattoriale. Pertanto, il controllo della PRRS si basa su 4 pilastri, tutti con lo stesso valore ed importanza: 1) Diagnosi e monitoraggio, 2) Immunità, 3) Management e 4) Biosicurezza. Quest'ultimo, la biosicurezza, viene definita come l'insieme di misure implementate per ridurre l'entrata di patogeni in allevamento (biosicurezza esterna) e per ridurre la loro disseminazione una volta che sono entrati (biosicurezza interna). In molti casi, l'implementazione di misure di biosicurezza implica un cambio nella gestione dell'allevamento, investimenti nelle strutture e variazioni nel flusso routinario dei lavori; tuttavia, le misure di biosicurezza devono essere intese come un investimento e non come un costo. Inoltre, i risultati della loro implementazione devono essere valutati nel medio/lungo tempo; sperare in risultati nel breve tempo, può comportare frustrazioni ed include anche i casi dell'abbandono della loro implementazione. Per evitare questa situazione indesiderabile, ogni misura di biosicurezza deve essere associata ad un obiettivo e pertanto ad un risultato nel futuro e misurabile.

La biosicurezza può essere intesa come una valutazione dei rischi. I rischi principali dell'introduzione laterale del PRRSv sono i capi della rimonta e le dosi seminali, però non possiamo dimenticarci del trasporto, delle visite e di quello che ci sta attorno. Pertanto, le misure correlate con lo status sanitario dell'allevamento d'origine dei suini da riproduzione e delle dosi seminali, le quarantene, le rampe di carico, le norme per i visitatori e lavorare in maniera collettiva con gli allevamenti vicini può ridurre il rischio dell'introduzione del PRRSv. Per quanto riguarda la disseminazione del PRRSv dentro l'allevamento, può essere favorita da una acclimatamento non corretta delle scrofette e delle scrofe, da una pulizia e disinfezione carente nelle strutture, dalla scorretta movimentazione dei lavoratori durante lo svolgimento dei loro compiti, per carenza della pianificazione dei lotti, per una cattiva implementazione del tutto pieno/tutto vuoto, per una politica inappropriata dei baliaggi e per l'uso di aghi "condivisi" nei trattamenti. Da questo punto di vista, qualsiasi misura di gestione destinata a porre ordine nel flusso dei lavori ed il monitoraggio dello status dell'immunizzazione, ridurrà questi rischi.

Biosicurezza nel controllo del PRRSv

Il progetto di un protocollo di biosicurezza per controllare il PRRSv si deve adattare individualmente ad ogni allevamento; cos'è prioritario e cosa non lo è? dipende dai rischi e dallo status del PRRSv dell'allevamento:

Infine, secondo la nostra esperienza, nessuna delle misure precedenti avranno successo se il personale d'allevamento non crede nell'efficacia della biosicurezza. Per questo è essenziale fornire una formazione sulla biosicurezza ai lavoratori, rimarcando la sua importanza nel controllo della PRRS e di altre malattie.