Svezzamenti con diete senza ossido di zinco...analisi e prospettive pratiche

Pedro Medel de la Torre
05-Giu-2017 (8 anni 10 mesi 10 giorni fa)

Come si sa, il Committee for Medicinal Products for Veterinary Use (CVMP) nella sua opinione del 9/12/2016, ha raccomandato la negazione della concessione delle autorizzazioni alla commercializzazione ed il ritiro delle autorizzazioni alla commercializzazioni esistenti dei medicamenti veterinari che contengano ossido di zinco (ZnO), a causa dei problemi ambientali e dell'instaurarsi di resistenze antimicrobiche. Indipendentemente che l'uso di ZnO realmente generi problemi ambientali o di resistenza, la verità è che il settore è destinato a pianificare il suo ritiro dalle diete, poi questa opinione è stata ratificata dal CVMP nella sua riunione del 14-16 di marzo 2017. Una situazione similare è avvenuta con la colistina, antibiotico molto utilizzato per il controllo delle diarree nel post-svezzamento, però dopo la scoperta della comparsa di un meccanismo di resistenza alla stessa mediata dal plasmide MCR-1 (Liu et al., 2016), oltre ad essere un antibiotico di ultima linea di difesa nell'uomo, e pertanto si sconsiglia l'uso nelle produzioni zootecniche...

La pressione attuale per la riduzione dell'uso di antibiotici nella produzione animale è tale, che se non viene predisposta una strategia di sostituzione di un antibiotico per un altro, un nuovo scenario è quello del non uso per scopi preventivi degli stessi, con applicazioni precise e concrete solo quando è realmente necessario, dopo aver valutato qual'è l'antibiotico più efficace per la patologia riscontrata.

Per questo si apre una nuova fase nel progetto di diete di svezzamento e di pre-ingrasso, con restrizione dell'uso di antibiotici in maniera preventiva. Questo problema si accentua con la chiara tendenza all'uso di scrofe iperprolifiche, che comporta un maggior numero di suinetti svezzati/scrofa/anno, ma questi sono più piccoli e meno robusti e pertanto più sensibili alle patologie.

La transizione verso questi nuovi scenari deve avere un approccio olistico, ovvero, va ad implicare variazioni nei diversi aspetti e deve essere affrontato in maniera globale. Riassumendo, ecco alcuni degli aspetti che dovranno essere sviluppati e sono i seguenti:

In relazione agli additivi funzionali, è molto difficile che un solo additivo sia capace di simulare l'effetto dell'aggiunta di antibiotici o di ZnO. Per questo, sarà necessario combinare gruppi di additivi in acqua e nel mangime, per agire in maniera sinergica con effetti preventivi e/o curativi. Nei prossimi anni, senza dubbi si devono generare nuove informazioni sulla capacità di queste combinazioni di additivi per sostituire le attuali medicazioni nelle ditete di svezzamento e all'entrata nell'ingrasso.

Però in definitiva, indipendentemente da quello che c'è di certo nell'ambito delle resistenze agli antimicrobici in relazione con il loro uso nella produzione animale, sono convinto che è possibile produrre in maniera competitiva con un minor uso di antibiotici e che alla lunga sarà positivo per il settore in generale.