Interparto: quanto influisce sulla produzione?

María Aparicio ArnayM.A. de AndrésCarlos Piñeiro
04-Feb-2013 (13 anni 2 mesi 13 giorni fa)

L'intervallo tra parti (IP), è uno dei parametri produttivi più comunemente utilizzato come indicatore dell'efficienza produttiva di un allevamento e si definisce come il numero medio di giorni che trascorrono tra un parto e quello seguente. E' direttamente correlato con il N°di parti/scrofa/anno nel seguente modo:

Nº di parti per scrofa e anno = 365 (giorni/anno)/IP (giorni/parto)

In seguito spiegheremo la forma per calcolarlo, i parametri dell'allevamento che li inflluenzano e qual'e la sua influenza sulla produttività dell'allevamento.

Calcolo

Ci sono varie forme per calcolarlo. La prima forma è molto semplice. Lo vediamo con un esempio:

Esempio 1: In un allevamento con 10 scrofe con risultati "tipo" (durata della gestazione 115 gg, durata della lattazione 24 gg ed un intervallo svezzamento-1ªcopertura di 5gg), l'intervallo tra parti sarà:

IP: 115 + 24 + 5 = 144 gg

Se le 10 scrofe si comportano esattamente in maniera uguale, l'intervallo tra i parti dell'allevamento sarà di 144 gg.

Tuttavia, se una delle scrofe ritorna a 21gg, il suo IP sarà:

IP: 144 + 21 = 165 gg

L'intervallo tra parti medio dell'allevamento sarà:

(144 * 9 ( scrofe che non ritornano) + 165 (scrofa che ritorna) )
-------------------------------------------------------------------------------------------------------- = 146,1 gg
10 (nº totale di scrofe)

Pertanto, il ritorno a 21gg presuppone un incremento dell'IP medio di 2,1 gg, ovvero, ogni perdita riproduttiva influenza negativamente l'intervallo tra parti.

In quanto all'intervallo svezzamento-1ª copertura, con il fine di inglobare e/o considerare nei calcoli dell'IP le perdite riproduttive, si usa il parametro "intervallo svezzamento-copertura fertile" al posto dell'intervallo svezzamento-1ª copertura.

Se estrapoliamo il nostro esempio ad un allevamento reale durante un periodo determinato, l' IP sarà la somma della durata media della gestazione, più la durata media della lattazione, più l'intervallo svezzamento-copertura fertile media dello stesso periodo.

La seconda forma per calcolarlo è a partire dal nº di parti/scrofa/ anno, che a volte è più facile da ottenere. A seguire si spiega nell'esempio 2:

Esempio 2: Se si conosce il nº di parti avvenuti in un allevamento in 6 mesi, ed il censimento medio scrofe in questi 6 mesi, il nº di parti/scrofa/anno sarà:

Nº parti dei 6 mesi * 2 (per estrapolarlo all'anno intero)
--------------------------------------------------------------------------------------------------
Censimento medio scrofe dei 6 mesi

Una volta calcolato il nº di parti/scrofa/anno, si calcola l'intervallo tra parti, mediante la formula espressa all'inizio dell'articolo.

Parametri che influenzano l'IP

Presupponendo che la durata della gestazione media ha molte poche variazioni all'interno dell'allevamento, i due parametri che hanno la maggior influenza nell'intervallo tra parti sono la durata della lattazione e l'intervallo svezzamento-copertura fertile.

a) Durata della lattazione: Ha una gran influenza dato che un incremento di 1 giorno nella durata media della lattazione, significa un incremento di 1 giorno nell'intervallo tra parti. Questo è uno degli inconvenienti dell'incrementare l'età allo svezzamento; comunque logicamente ci sono pure dei vantaggi che saranno trattati in un altro articolo.

b) Intervallo svezzamento-copertura fertile: Questo parametro è influenzato fondamentalmente da due fattori : l'intervallo svezzamento-1ª copertura e le perdite o danni riproduttivi.

  • Intervallo svezzamento-1ª copertura: Logicamente, quanto maggiore sarà questo, peggiore sarà l'intervallo tra parti.Dobbiamo cercare di ridurre al minimo la percentuale di scrofe ritardatarie(con intervallo svezzamento- 1ª copertura maggiore di 6 gg).
  • Perdite riproduttive: Come abbiamo commentato precedentemente, ogni perdita riproduttiva presuppone un peggioramento dell'intervallo tra parti, logicamente maggiore quanto più giorni si accumulano. Per esempio, una scrofa che abortisce a 55 gg post-copertura e che viene coperta 25 gg dopo(ovvero, accumula 80 gg non produttivi) influenzerà l'intervallo tra parti 4 volte in più rispetto ad un ritorno di 20gg. Questo risulta in quello che abbiamo commentato in altri articoli sull'importanza di ridurre al minimo i giorni non produttivi(GNP) dell'allevamento (ricordiamoci che il suo valore oscilla tra 1,5 e 3 € in Spagna al giorno).

Influenza dell'intervallo tra parti sulla produttività

Per osservare l'influenza che ha la variazione dell'IP sulla produttività di un allevamento, concretamente sui parti/scrofa/anno :

Esempio 3: Supponiamo un allevamento nel quale si mantiene costante il numero di suinetti svezzati/parto, per esempio 10. La differenza con due intevalli tra parti differenti:

  • Intervallo tra parti di 151 gg.

    Per questo intervallo tra parti, il numero di parti/scrofa/anno è:


    Nº parti/scrofa/anno = 365/151 = 2,417

    Se moltiplichiamo i parti/scrofa/anno per il numero di suinetti svezzati/parto, otteniamo 24,17 suinetti svezzati/scrofa/anno
  • Intervalo tra parti di 158 gg.

    Facendo lo stesso calcolo, abbiamo:


    Nº parti/scrofa/anno = 365/158 = 2,31

    E con lo stesso calcolo otteniamo 23,1 suinetti svezzati/scrofa/anno

Ovvero, in questo caso un incremento di 7 gg dell'intervallo tra parti comporta 1,07 suinetti svezzati in meno all'anno per ogni scrofa. Per un allevamento di 500 scrofe con queste variazioni produrrebbe 535 suinetti svezzati in meno o negli stessi termini, 76,5 suinetti svezzati in meno all'anno per ogni giorno di incremento dell'intervallo tra parti.

Como abbiamo visto, l'IP ha una influenza diretta sulla produttività dell'allevamento, e pertanto sia questo parametro come il suo omologo (nº di parti/scrofa/anno), sono fattori che devono essere controllati e monitorati costantemente con il fine di rilevare e prevedere variazioni del sistema con il fine di velocizzare cambi o variazioni del sistema produttivo.