Ottobre 2026, Commissione europea / Unione europea. https://agriculture.ec.europa.eu
02-Nov-2026 (ieri)Gli allevatori hanno affrontato un'estate particolarmente difficile: il caldo e la siccità hanno ridotto la produttività dei pascoli e fatto aumentare i costi dei mangimi.
Gli allevatori hanno inoltre dovuto sostenere maggiori spese per misure di mitigazione, come sistemi di raffrescamento e gestione delle risorse idriche, con un conseguente incremento dei costi di produzione complessivi.
La produzione di carne suina nell'UE dovrebbe registrare un lieve aumento, pari allo 0,5% su base annua. Le prospettive per l'export appaiono contrastanti: si prevede un calo complessivo delle esportazioni dello 0,5%, poiché la netta contrazione delle vendite verso la Cina (-32%) è compensata solo in parte da una forte crescita verso la Corea del Sud (+53%). Anche i focolai di peste suina africana (PSA) stanno influenzando le dinamiche commerciali e la fiducia del mercato.
Per la carne bovina si stima una flessione del 2,2% su base annua, che riflette i continui adeguamenti del patrimonio zootecnico e le pressioni strutturali nel settore. Le esportazioni dovrebbero diminuire del 2%, sebbene la riapertura del mercato turco abbia offerto un certo sostegno, con un incremento delle spedizioni verso la Turchia del 53%. Le importazioni sono previste in crescita del 5%, principalmente a causa di un anticipo negli arrivi di forniture dal Brasile.
Il settore ovicaprino resta sotto pressione, con una produzione che dovrebbe contrarsi del 4,4% su base annua. Le esportazioni di animali vivi sono attese in calo del 3%, mentre quelle di carne potrebbero aumentare del 5%, sostenute dalla domanda proveniente da Algeria e Regno Unito. In Romania, le limitazioni legate a problemi sanitari continuano a gravare sul comparto.
Il settore avicolo si conferma il più dinamico tra le categorie di carne. La produzione è prevista in crescita del 3,3% su base annua. Le importazioni dovrebbero aumentare del 17,1%, trainate soprattutto dai maggiori flussi in arrivo da Brasile (+55%) e Ucraina (+23%). Per le esportazioni si prevede una crescita più contenuta, pari all'1%. Il settore continua a confrontarsi con incertezze di natura sanitaria e commerciale, connesse all'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) e alle relative restrizioni.