Canada: Prospettive per il settore suino nel 2027

Giovedì 18 settembre 2026/ USDA/ Stati Uniti.
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21-Set-2026 (17 giorni fa)

Si prevede una leggera crescita del patrimonio suino canadese nel 2027, trainata da un parco riproduttori più ampio e dall'elevata produttività delle scrofe.

Il numero di scrofe dovrebbe aumentare dell'1% nel 2027, dopo una fase di relativa stabilità all'inizio del 2026. La produzione di suinetti nel 2026 dovrebbe registrare una crescita del 3%, per poi stabilizzarsi nel 2027 in concomitanza con il picco di produttività delle scrofe. Il volume di macellazione è stimato in crescita del 2% nel 2026 e dovrebbe mantenersi stabile a 22,35 milioni di capi nel 2027.

I produttori canadesi monitoreranno gli effetti sulle esportazioni di animali vivi derivanti dalla piena attuazione della normativa "Product of USA" e dalle discussioni negli Stati Uniti sull'introduzione dell'etichettatura obbligatoria dell'origine (mCOOL). Le esportazioni di animali vivi dovrebbero rimanere stabili nel 2027 (7,43 milioni di capi), dopo una crescita stimata del 6% nel 2026. La riduzione della capacità di macellazione nel Canada orientale non ha frenato la produzione in Ontario; i produttori della provincia sembrano aver instaurato rapporti con le aziende di trasformazione statunitensi per sostenere le esportazioni di suini da macello a lungo termine.

La produzione di carne suina dovrebbe rimanere relativamente stabile nel 2027 (2,2 milioni di tonnellate), con un aumento stimato del 2% nel 2026. Il consumo interno, previsto a 26,1 kg pro capite (peso carcassa), registrerà lievi incrementi grazie alla ricerca di risparmio da parte dei consumatori e alla competitività dei prezzi della carne suina rispetto a quella bovina.

Le esportazioni di carne suina dovrebbero calare dell'1% nel 2027, a fronte di un previsto indebolimento della domanda globale.

È probabile un incremento delle esportazioni verso l'area indo-pacifica e la Colombia, mentre un dollaro canadese più debole potrebbe sostenere i flussi verso Messico e Stati Uniti. Le importazioni dovrebbero diminuire del 5%, a causa di una produzione interna più solida a fronte di una crescita contenuta dei consumi.