Indice FAO dei prezzi dei cereali ai massimi da due anni

Venerdì 4 settembre 2026/ FAO.
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14-Set-2026 (1 mesi 4 giorni fa)

L'Indice FAO dei prezzi dei cereali si è attestato su una media di 116,3 punti ad agosto, registrando un aumento di 2,5 punti (2,2%) rispetto a luglio e toccando il livello più alto dal maggio 2024.

Ad agosto, i prezzi internazionali di tutti i principali cereali hanno subito un rialzo, sostenuti da una domanda solida, da preoccupazioni meteorologiche circa le prospettive dei raccolti nelle principali regioni produttrici e dalla persistente incertezza sui flussi di esportazione dal Mar Nero.

I prezzi mondiali del grano sono aumentati del 2,6% su base mensile, attestandosi al 15,0% al di sopra dei livelli dell'anno precedente; a ciò hanno contribuito le persistenti interruzioni della logistica delle esportazioni dal Mar Nero, le prospettive di produzione ridotte in alcune aree dell'Europa a causa del clima caldo e secco, e l'indebolimento del dollaro statunitense, che ha accresciuto la competitività delle forniture destinate all'esportazione quotate in dollari.

I prezzi internazionali del mais sono saliti del 2,5% rispetto a luglio, spinti dalle crescenti preoccupazioni per le prospettive di resa in alcune zone della "Corn Belt" statunitense e dal deterioramento delle previsioni produttive nell'Unione Europea a causa del caldo e della siccità prolungati; a sostenere ulteriormente i prezzi hanno contribuito la forte domanda da parte dei settori dell'etanolo e dei mangimi, nonché le interruzioni dei flussi di esportazione dall'Ucraina. Anche i timori relativi alle forniture di fattori produttivi, a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz, hanno esercitato una pressione al rialzo sui prezzi del mais.

Ad agosto sono aumentati anche i prezzi mondiali di sorgo e orzo, rispettivamente del 3,9% e del 2,6%, riflettendo in linea generale il rafforzamento delle condizioni di mercato per i cereali da foraggio.

Nel frattempo, l'Indice FAO dei prezzi del riso è salito dello 0,5% nell'agosto 2026; tale incremento è stato determinato da una combinazione di fattori: oscillazioni valutarie, acquisti sostenuti da parte di paesi asiatici e africani e prospettive di una minore disponibilità di prodotto, elementi che hanno sostenuto le quotazioni della varietà Indica.