Martedì, 20 agosto 2026/Italia /ANAS/Osservatorio Nazionale.
01-Set-2026 (22 giorni fa)Lieve calo degli arrivi dall'estero (-1,8%). La Danimarca si conferma primo fornitore, il Veneto principale destinazione.
Nei primi 7 mesi del 2026 si registra una leggera flessione nell'importazione di capi suini in Italia. Secondo i dati pubblicati dall'ANAS (Associazione Nazionale Allevatori Suini), tra gennaio e luglio sono stati movimentati verso il territorio nazionale 666.809 capi, con una diminuzione del 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando si toccarono i 678.872 capi). Paesi di provenienza: Dominio danese, forte crescita di Paesi Bassi e Spagna.
La Danimarca si conferma nettamente il principale fornitore dell'Italia, coprendo da sola il 77,9% della quota totale con 519.625 capi, sebbene in calo del 6,4% rispetto all'anno precedente.
Al secondo e terzo posto si piazzano i Paesi Bassi (51.866 capi, +102,6%, pari al 7,8% del totale) e la Germania (45.045 capi, stabili a +0,0%, con una quota del 6,8%). Da segnalare il forte balzo delle importazioni dalla Spagna (+219,4%, 13.336 capi) e dalla Slovacchia (+464,5%, 2.258 capi). In netta flessione, invece, gli arrivi da Belgio (-42,7%), Francia (-42,1%) e Repubblica Ceca (-35,0%).
Regioni di destinazione: Nord Italia in testa con oltre l'80% delle quote
Le regioni del Nord Italia assorbono la quasi totalità dei capi importati:
Seguono il Friuli-Venezia Giulia (31.369 capi, -18,6%), la Puglia (25.035 capi, +7,6%) e la provincia di Bolzano (22.191 capi, -74,3%). Tra le variazioni percentuali più rilevanti spiccano i forti incrementi registrati in Marche (+380,5%), Basilicata (+363,8%) e Calabria (+100,7%)