Burset: un agosto molto atipico che rimanda le ore serie

Guillem Burset
07-Set-2026 (14 giorni fa)

Nella seconda metà di luglio e nelle prime due settimane di agosto, l'Europa occidentale ha vissuto un'ondata di calore senza precedenti: una serie di ondate di calore ha colpito diversi paesi del continente. Questo fattore ha giocato un ruolo cruciale nel radicale cambiamento del mercato.

È risaputo che i suini sottoposti a stress da calore mangiano poco, bevono molto e la loro crescita risulta significativamente rallentata; ricorderemo quest'estate come un chiaro esempio di questa relazione di causa-effetto.

Abbiamo sempre creduto che il mercato sia plasmato da diversi elementi o fattori, alcuni più o meno dominanti di altri a seconda delle circostanze. Attualmente, l'elemento predominante, senza dubbio, è stato e continua ad essere il caldo eccessivo.

Abbiamo concluso il mese di luglio con alcune previsioni terribili (leggi il nostro precedente commento); Agosto ha portato una serie di sorprese inaspettate, la cui somma presenta uno scenario ben diverso da quello previsto: la tendenza al ribasso ha lasciato il posto ad alcuni rialzi molto forti e del tutto insoliti. Il prezzo più alto dell'anno è stato raggiunto ieri sul mercato, smentendo la nostra affermazione di un mese fa secondo cui sarebbe stato raggiunto a luglio.

La Germania ha aumentato il prezzo di 10 centesimi al chilo di peso della carcassa per due settimane consecutive (10 + 10); in Spagna, il mercato ha subito un cambiamento radicale, passando da lievi cali ad aumenti piuttosto decisivi. Abbiamo iniziato agosto a 1,285 €/kg di peso vivo e lo abbiamo chiuso a 1,360 €. Un aumento record per questo mese.

La carenza di suini è stata (e continua ad essere) così grave che i macelli (in diversi paesi dell'Europa occidentale) hanno dovuto ridurre la propria attività per mancanza di capi di bestiame.

Questa riduzione dell'attività ha coinciso con un aumento della domanda di carne dovuto al ritorno al lavoro (le vacanze estive), con il risultato di un completo ribaltamento del mercato.

Il fallimento di un grande produttore tedesco (che gestiva oltre 50.000 scrofe ) ha avuto un impatto psicologico significativo sugli operatori. È difficile quantificare con precisione l'impatto di questa battuta d'arresto sul mercato, sebbene lo abbia indubbiamente influenzato.

Al momento, è impossibile stabilire se i tempi difficili che avevamo previsto nel nostro precedente commento siano stati solo rimandati o se, forse, possano essere evitati, almeno in parte...

La realtà è che il mercato della carne è passato dalla monotonia e dall'apatia a una frenetica ricerca di carne (senza informarsi troppo sul prezzo né discuterne). È tutto molto sorprendente. Anche se negli ultimi giorni... la domanda di carne è chiaramente in calo...

Con l'avvicinarsi dell'autunno meteorologico, potremo valutare meglio la sfuggente realtà del mercato; il ritorno delle temperature ai valori abituali ci permetterà di conoscere con maggiore precisione lo stato della popolazione suina spagnola. Dobbiamo aspettare, il che di per sé è una buona notizia, dato che lo scenario fosco che avevamo previsto un mese fa non si è ancora concretizzato. In ogni caso, i suini sono ancora negli allevamenti e un giorno dovranno essere mandati al macello.

Allargando il focus, diamo uno sguardo a ciò che sta accadendo nel vasto mondo:

I tre paesi menzionati sono i principali esportatori mondiali dopo l'Unione Europea (forse con l'eccezione della Russia, dove il peso vivo equivale a 1,31 euro al chilo). Tutti e tre hanno prezzi molto più bassi rispetto alla Spagna. Ciò indica che saremo in netto svantaggio nel competere con loro sui mercati esteri. A questo si aggiunge il fatto che i prezzi in Cina non si stanno riprendendo e la domanda è molto debole, e il quadro che emerge è decisamente pessimista...

Sembra piuttosto evidente che la produzione mondiale di carne suina attualmente superi la domanda. Altrimenti, sarebbe inspiegabile che la maggior parte dei principali produttori operi in perdita.

Non si prevedono aumenti significativi delle esportazioni al di fuori dell'UE. Il percorso verso il successo all'interno dell'UE sarà lungo e si prevede una dura battaglia per la vendita di carne fresca; la surgelazione rimane fuori discussione, viste le prospettive pessimistiche.

Lottare per ogni centesimo, controllare meticolosamente i costi e ottimizzare i processi sono le poche opzioni rimaste agli operatori spagnoli; la situazione non cambierà sostanzialmente finché il numero di capi di bestiame in Europa non diminuirà. E non sappiamo quando ciò accadrà...

Speriamo che il calo dei prezzi degli animali vivi avvenga gradualmente e senza grandi sconvolgimenti. Ci attendono tempi difficili e, ovviamente, il futuro è ancora tutto da scrivere...

Concluderemo con una citazione di Leone Tolstoj: “I due guerrieri più forti sono la pazienza e il tempo”...

Guillem Burset