FAO. 2026. Food Outlook – Biannual report on global food markets. Food Outlook, Giugno 2026. https://doi.org/10.4060/ce0204en
07-Lug-2026 (ieri)Si prevede che la produzione globale di carne crescerà a un ritmo più moderato nel 2026, con un aumento dell'1,0% su base annua, raggiungendo i 391 milioni di tonnellate (equivalente in peso carcassa). Il pollame continuerà a essere il principale motore della crescita della produzione globale, mentre si prevede un calo della produzione di carne bovina e ovina.
Si prevede che la produzione mondiale di carne suina aumenterà moderatamente fino a raggiungere 129,5 milioni di tonnellate nel 2026, lo 0,6% in più rispetto all’anno precedente. In Cina, le misure per ridurre il numero delle scrofe riproduttrici saranno controbilanciate da miglioramenti nella produttività, compreso un numero maggiore di suinetti nati per figliata, consentendo alla produzione di rimanere praticamente stabile. Si prevede che la produzione aumenterà in Brasile, spinta da margini favorevoli e dalla forte domanda internazionale, così come negli Stati Uniti, grazie ai continui miglioramenti della produttività. Al contrario, nell’Unione Europea si prevede un calo della produzione, condizionato dalla pressione sulla PSA e dalle relative restrizioni commerciali, che hanno limitato l’accesso ad alcuni mercati chiave, mentre la minore domanda di importazioni della Cina ha ridotto gli incentivi ad aumentare la produzione.
Si prevede che il commercio globale di carne aumenterà dell'1,1% nel 2026, raggiungendo i 43,9 milioni di tonnellate, trainato principalmente dall'aumento previsto delle spedizioni di pollame e carne suina, mentre le esportazioni di carne bovina e ovina potrebbero diminuire a causa della limitata disponibilità per l'esportazione.
Si stima che il commercio globale di carne suina aumenti dell'1,2% nel 2026, raggiungendo i 10,2 milioni di tonnellate. Questa crescita sarà trainata principalmente dall'aumento degli acquisti dalle Filippine e dalla Corea del Sud, dove le ricorrenti epidemie di peste suina africana (PSA) degli ultimi anni hanno ridotto la disponibilità di animali da macellare e incrementato le importazioni. Si prevede inoltre un aumento degli acquisti dal Messico, sostenuto dalla forte domanda interna e dalla sostituzione della carne bovina, che rimane costosa nonostante le quote di importazione introdotte il 1° gennaio 2026 per i fornitori senza accordi commerciali preferenziali e in vigore tutto l'anno.
Al contrario, si prevede una riduzione delle importazioni cinesi, grazie alla sufficiente disponibilità di prodotto sul mercato interno e ai dazi antidumping imposti nel dicembre 2025 sulla carne suina proveniente dall'Unione Europea, che variano dal 4,9% al 19,8% per un periodo di cinque anni.
Sul fronte delle esportazioni, si prevede un aumento delle spedizioni da Brasile, Canada e Stati Uniti, trainato da un'ampia offerta esportabile e da una maggiore competitività nei mercati asiatici, ulteriormente rafforzata dalla ridotta presenza dell'Unione Europea a seguito delle restrizioni legate alla peste suina africana (PSA) e dalle tariffe più elevate imposte dalla Cina.