Lunedì 29 giugno 2026/ Consiglio europeo/Unione europea.
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Il Consiglio dell'UE ha adottato nuove norme per migliorare la posizione degli allevatori nella filiera agroalimentare dell'UE, garantendo loro una quota più equa del valore ricavato e rafforzando il loro potere contrattuale nei confronti degli acquirenti, come i trasformatori e i rivenditori. Le modifiche mirano anche a promuovere contratti equi e a rafforzare le organizzazioni di produttori.
La riforma introduce modifiche mirate al regolamento sull'organizzazione comune dei mercati (OCM) dei prodotti agricoli, unitamente a modifiche complementari alla politica agricola comune (PAC).
Le nuove norme rendono standard i contratti scritti e includono clausole di revisione per adeguarli ai cambiamenti del mercato. Semplificano inoltre il riconoscimento delle organizzazioni di produttori e ne sostengono l'azione collettiva, anche attraverso i finanziamenti della PAC.
Vengono introdotte norme armonizzate per le diciture di commercializzazione volontarie come "equo" e "filiera corta" al fine di migliorarne la trasparenza.
La legislazione rafforza la tutela del termine "carne", riservandolo ai prodotti di origine animale e stabilendo norme più chiare per prevenire la pubblicità ingannevole e garantire una concorrenza leale.
Le misure rispondono alle preoccupazioni relative alla posizione debole degli allevatori nella filiera produttiva. Integrano le norme esistenti in materia di pratiche commerciali sleali e mirano a migliorare la stabilità del reddito e la distribuzione del valore.
L'atto verrà ora firmato e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, dopodiché entrerà in vigore. Alcune modifiche, in particolare quelle relative alle denominazioni delle carni, inizieranno ad applicarsi dopo un periodo transitorio di tre anni, per dare al settore il tempo di adattarsi.