Quando 1+1 è maggiore di 2: Interazioni che causano il Complesso Respiratorio Suino (PRDC) (2/3)

Jean Paul CanoJoaquim SegalésCarmen Cía

Redacción 333

16-Mar-2026 (1 mesi 1 giorni fa)

5. Quali sono gli strumenti più utili per rilevare la PRDC negli allevamenti?

Una volta definita la strategia diagnostica, il passo successivo è la sorveglianza, ed è qui che molti allevamenti falliscono. Come ha affermato Cano: "Se aspetti che i suini tossiscano, è già troppo tardi" (“If you’re waiting for pigs to cough, you’re already late.”). L'obiettivo non è solo diagnosticare la PRDC una volta che è visibile, ma anche individuare i primi segnali che qualcosa sta bollendo in pentola.

Segalés e Cano hanno condiviso diversi strumenti e strategie pratiche per monitorare in modo proattivo la PRDC:

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6. Quali fattori influenzano lo sviluppo della PRDC?

La PRDC non nasce dal nulla. Secondo Cano, “Gli agenti patogeni sono ovunque: è l'ambiente a decidere chi si ammala”. Per questo, 2 allevamenti con infezioni simili possono avere risultati completamente diversi.

Segalés e Cano hanno sottolineato che la PRDC si nutre non solo di agenti patogeni, ma anche delle condizioni che consentono loro di causare danni. Quando il sistema è già sotto stress, anche infezioni lievi possono trasformarsi in malattie gravi.

Le cause principali sono elencate di seguito:

In definitiva, l'ambiente dell'allevamento amplifica o inibisce la PRDC. Pertanto, la gestione della ventilazione, della densità di allevamento e della progettazione del flusso non è solo una questione di comfort, ma una strategia di controllo delle malattie.

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7. La vaccinazione può prevenire la PRDC?

Sì, ma non da sola. Questo è stato il messaggio chiaro sia di Cano che di Segalés. Cano ha affermato: “La vaccinazione è uno strumento, non un trucco magico”. Non è possibile ricorrere alla vaccinazione per risolvere una gestione inadeguata o un flusso produttivo carente. Entrambi hanno insistito sul fatto che i vaccini sono essenziali, in particolare contro agenti virali primari come PRRSV, IAV e Mycoplasma hyopneumoniae, ma la loro efficacia dipende da 3 fattori chiave:

Per quanto riguarda i vaccini batterici (APP o Pasteurella), i relatori ci hanno ricordato che dovrebbero essere utilizzati in modo selettivo e solo dopo averne confermato l'efficacia in allevamento attraverso la valutazione delle lesioni e i test di laboratorio.

In sintesi: la vaccinazione può ridurre significativamente l'impatto della PCR, ma solo se basata sulla diagnosi, somministrata al momento giusto e inserita in una strategia di controllo più ampia. Come ha affermato Segalés: "I vaccini fanno parte dell'orchestra, ma non suonano da soli".