Dal campo della nutrizione e dell'alimentazione si può esercitare un'influenza sia negativa che positiva sul problema della stitichezza. È importante tenere presente l’interazione sinergica che questo argomento può avere con altre discipline come, ad esempio, il management.
La costipazione, conosciuta anche come stitichezza, è una delle principali sfide che devono affrontare oggi le scrofe iperprolifiche. È caratterizzata da difficoltà nel passaggio delle feci o da una bassa frequenza di defecazione, con conseguente formazione di feci dure e secche. Le principali cause alla base di questo problema sono dettagliate nella Figura 1.
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Dieta:
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Idratazione:
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Attività fisica:
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Ormonali: Lo stress può innescare cambiamenti ormonali che possono influenzare la motilità intestinale associati a:
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Se vogliamo valutare la situazione attuale del nostro allevamento e determinare l'incidenza della stitichezza, è essenziale disporre di metodologie ripetibili, semplici e pratiche per l'applicazione negli allevamenti commerciali.
Alcune opzioni per queste tecniche sono elencate di seguito:
| Valore del punteggio variabile da 0 a 5 | |||||
| Tecnica Soggettiva | |||||
![]() 0:assenza di feci |
![]() 1: secche e di forma sferica |
![]() 2: tra secche e normali |
![]() 3: normali e morbide, ma sode e ben formate |
![]() 4: da normali a umide, ancora formate ma non consistenti |
![]() 5: feci molto bagnate, deformi e liquide |
| Profilo di ceneri fecali, % | |||||
| Tecnica complessa | |||||
| Fornire alle scrofe un materiale inerte e indigeribile (alluminosilicati) e prelevare campioni di materia fecale due volte al giorno, eseguire l'analisi delle ceneri della stuffa in laboratorio cercando un aumento di ceneri in detta materia fecale. | |||||
| Ore dal parto alle prime feci | |||||
| Tecnica semplice obiettiva | |||||
| I box parto-gabbie parto devono essere puliti, senza materiale fecale visibile e deve essere registrata l'ora del giorno in cui è stata osservata la prima materia fecale visibile. | |||||
La metodologia utilizzata nelle prove di ricerca applicata, effettuate negli allevamenti commerciali, è la tecnica numero 3. Questa tecnica permette di stabilire un valore oggettivo, cioè le ore impiegate da una scrofa per defecare dal parto, per la successiva analisi matematica.
Nell'immagine 1 si può notare la diversa consistenza delle feci in relazione ai giorni trascorsi dal parto fino alla defecazione della scrofa. Si osserva che quanto più tempo impiega la scrofa a defecare, tanto maggiore è la durezza e la consistenza delle feci.

Esperimenti su più allevamenti in diversi paesi dell’America Latina e dell’Europa hanno permesso di costruire un ampio database che mostra che il problema è più comune di quanto si pensi normalmente.
Di seguito sono riepilogati i 10 effetti più significativi osservati negli allevamenti valutati negli ultimi 2 anni.
| 1 | Ore dal parto alle prime feci Le scrofe impiegavano in media 76 ore per effettuare la prima defecazione dopo il parto. |
|---|---|
| 2 | Incidenza della stitichezza Il 70% delle scrofe impiegava più di 48 ore per defecare dopo il parto. |
| 3 | Incidenza della stitichezza nelle scrofette L'80% delle scrofette impiegava più di 48 ore per defecare dopo il parto. |
| 4 | Durata del parto Le scrofe stitiche hanno una durata del parto più lunga. |
| 5 | Temperatura rettale Aumento della temperatura rettale nelle scrofe stitiche. |
| 6 | Perdite totali alla nascita (PT%) Le PT% alla nascita (nati morti e mummificati) aumenta di oltre il 30%. |
| 7 | Qualità del colostro (gradi brix %) Qualità inferiore del colostro, osservando il 7% in meno di gradi brix (misurazione indiretta delle IgG) |
| 8 | Consumo della razione (CR) Le scrofe stitiche hanno una CR inferiore del 10% durante l'allattamento. |
| 9 | Condizione corporale Come conseguenza della minore CR si verifica un marcato aumento della perdita della Condizione Corporale |
| 10 | Prolasso degli organi pelvici (POP) – MMA Promuovono la comparsa del POP nonché dell'edema mammario e della mastite. |
Queste sono le principali opzioni disponibili che sono state implementate con successo negli allevamenti commerciali. È importante notare che, come per ogni aspetto legato alla produzione, non esistono ricette magiche. Pertanto, si raccomanda che ciascun allevamento convalidi questi strumenti attraverso lo sviluppo di sperimentazioni di ricerca applicata, utilizzando un disegno sperimentale particolare per la propria situazione specifica.
Questo approccio consentirà una maggiore precisione nella selezione e nella combinazione delle strategie, che a loro volta contribuiranno a migliorare il benessere degli animali, la produttività e, di conseguenza, la redditività negli allevamenti di suini.