Cosa faremo con la soia nel 2025?

Sara Mazo AncocheaFrancisco Ruiz Camacho
30-Set-2024 (1 anni 6 mesi 18 giorni fa)

Negli ultimi mesi i mercati ed i vari incontri di settore hanno avuto un chiaro protagonista in tutti i gruppi: la preoccupazione generalizzata sull’attuazione della nuova norma EUDR al 30 dicembre 2024 (30 giugno 2025 per le micro e piccole imprese) .

Andiamo per passi: Cos'è l'EUDR?

Si tratta del nuovo Regolamento Europeo contro la deforestazione (European Deforestation Regulation), una Direttiva approvata nel dicembre 2022 per sostituire il Regolamento Europeo Timber (European Timber Regulation), ampliando il suo ambito di applicazione a più prodotti (finora si trattava solo del legno). Questa direttiva mira a combattere la deforestazione e il degrado delle foreste globali legate ai prodotti commercializzati nell’UE, richiedendo una serie di requisiti alle aziende che operano all’interno del blocco comunitario.

Sveliamo alcuni punti chiave della norma:

Qual è il problema allora?

Riteniamo che l’UE dovrebbe impegnarsi a consumare prodotti più sostenibili e cercare di ridurre al minimo l’impatto ecologico dei prodotti importati o esportati nel blocco, ma, come sempre, il diavolo è nei dettagli. La carta sostiene tutto, ma in realtà la complessità del commercio di alcuni prodotti rende impossibile il normale funzionamento del mercato. Nel caso in questione, la soia, l'UE ne consuma circa 30 milioni di tonnellate, la chiave è quale percentuale di questa cifra è in grado di soddisfare tutti i requisiti della norma (non dimentichiamo che i paesi produttori come il Brasile, hanno già il raccolto nei magazzini mescolato, rendendolo impossibile geolocalizzare i giochi). Secondo alcune stime, solo il 35-40% dei consumi sarà in grado di soddisfare i requisiti. Un'altra questione importante è se i paesi produttori siano disposti a fornire così tante informazioni ai propri clienti o se abbiano un'alternativa ai loro prodotti su altri mercati senza tanti ostacoli amministrativi. Naturalmente c'è anche il prezzo: dal 1° gennaio è stato richiesto un premio di 80 euro/ton per la soia che soddisfa tutti i requisiti della norma. Un altro problema importante è la gestione documentale della legge, che non è ancora del tutto chiara.

In pratica siamo a settembre e solo in Europa è stato possibile effettuare la copertura soia per l’anno 2025. Ciò genera incertezza in tutti gli operatori e, nel caso in cui i prezzi aumentino, uno svantaggio competitivo rispetto agli altri paesi produttori.

Diverse voci si sono levate per chiedere all'UE di ripensare la legge per consentirne la conformità, ma non per essere un deterrente riguardo all'importazione di prodotti. Tra questi, il ministro federale tedesco dell'Agricoltura ha recentemente chiesto per iscritto alla Commissione un rinvio di 6 mesi della norma, adducendo la possibilità di interruzioni delle filiere di approvvigionamento per alcuni prodotti a partire da gennaio 2025. La settimana scorsa anche il governo del Brasile ha inviato un lettera alla Commissione invitandola a rinviare l'applicazione della norma oltre il 1° gennaio. Anche le associazioni dei produttori di mangimi e di produttori di suini, tra gli altri, hanno chiesto una revisione della norma.

Insomma, tutti aspettano, ma i giorni passano e i margini di manovra sono sempre meno. C’è molta incertezza sia per gli acquirenti che per i venditori che dovrebbero già pensare alla logistica delle navi da gennaio in poi.

*Aggiornamento al 4 ottobre 2024 Il 2 ottobre 2024, la Commissione Europea ha proposto una proroga di 12 mesi per l'attuazione del Regolamento dell'UE sulla deforestazione (EUDR). Ciò significa che, se è corretto, le grandi imprese dovranno tenersi fino al 30 dicembre 2025 per adempiere agli obblighi dell'EUDR, mentre le micro e piccole imprese dovranno farlo fino al 30 giugno 2026. Questa estensione deve ancora essere approvata da il Parlamento Europeo e il Consiglio.