333 Emerging Voices - Valutazione dell’impiego di farina di Tenebrio molitor nell’alimentazione del suino

Alessandro QuieseIrene FerriLuciana Rossi
25-Apr-2024 (1 anni 11 mesi 21 giorni fa)

Gli insetti rappresentano una fonte proteica sostenibile con un elevato valore nutrizionale che può essere impiegata nell’alimentazione dei suini.

L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare gli effetti di una dieta contenente farina di larve di Tenebrio molitor, in sostituzione parziale del concentrato proteico di soia, sulle performance, la digeribilità della dieta e la modulazione del microbiota intestinale in suini in accrescimento.

Un totale di 14 suini in accrescimento (80 ± 2 giorni di età) sono stati divisi in due gruppi (7 animali/box) alimentati per 28 giorni con una dieta completa e bilanciata costituita da un mangime complementare (nucleo al 95%): al gruppo controllo (CTRL) è stato addizionato il 4% di concentrato proteico di soia fermentata e l’1% di olio di soia mentre per il gruppo trattato (TEN) è stato aggiunto il 5% di farina di larve di T. molitor.

Gli animali sono stati pesati settimanalmente e sono stati raccolti campioni fecali e di sangue per la valutazione della digeribilità dell'azoto e del profilo metabolico sierico mediante analisi chimica e colorimetrica enzimatica, rispettivamente. Il DNA microbico è stato estratto da tamponi rettali per valutare il microbiota intestinale attraverso l'amplificazione e il sequenziamento del gene 16S rRNA. Non sono state osservate differenze in termini di crescita, efficienza alimentare e digeribilità della dieta per i componenti proteici e lipidici durante la sperimentazione. Risultati comparabili tra i due gruppi sono stati osservati per la concentrazione di albumina, globulina, urea e interleuchina-6 nel siero. Il gruppo TEN ha mostrato un aumento dell'indice di beta diversità dopo 28 giorni, suggerendo una modulazione del microbiota fecale indotta dall'inclusione di T. molitor (p <;0,05).

Questi risultati suggeriscono che la farina di T. molitor al 5% può essere utilizzata con successo come parziale sostituzione del concentrato di soia proteico nella dieta dei suini in accrescimento.

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