Martedì 24 ottobre 2023/ MAPA/ Spagna.
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L’accordo politico raggiunto, sotto la presidenza spagnola del Consiglio dell’Unione Europea (UE), nel trilogo (Parlamento europeo, Commissione europea e Consiglio) sulla proposta del nuovo regolamento sulle Indicazioni Geografiche, fornirà un quadro giuridico unico e modernizzato alle Denominazioni di Qualità dei prodotti agroalimentari comunitari.
Figure di qualità differenziata consentono di valorizzare le produzioni, che hanno grande rilevanza economica e sociale nelle aree produttive rurali, in quanto motore di sviluppo e segnale identitario differenziale. I prodotti coperti da questi sigilli si caratterizzano per la loro qualità, legata al loro processo produttivo, alla loro Origine Geografica e alla Tradizione.
Attualmente sono 3.626 le Indicazioni di Qualità riconosciute nell'Unione Europea, tra le tre esistenti: Denominazione di Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografica Protetta (IGP) e Specialità Tradizionali Garantite (STG). Si stima che la produzione totale superi gli 80 miliardi di euro, con un valore dell'export di 18 miliardi. I prodotti DOP e IGP sono coperti dagli accordi commerciali che l'UE firma con i paesi terzi, che non possono utilizzare queste denominazioni in nessun tipo di proprio prodotto.
La Spagna è il 3° Stato membro con il maggior numero di Indicazioni Geografiche riconosciute, 372, tra DOP e IGP, dietro a Italia e Francia. Per quanto riguarda gli STG, che identificano forme di produzione tradizionali e non aree geografiche, la Spagna ha 4 riconoscimenti, dietro Polonia (11) e Bulgaria (7). Il valore all'origine delle produzioni spagnole con denominazione di qualità è salito a 6.924 milioni di euro nel 2022, di cui oltre 4.300 milioni di euro corrispondono ai vini.
Il nuovo regolamento: