Possibilità dell'uso dei fluidi orali per la diagnosi della peste suina africana

Mur L., Gallardo C., Soler A., Zimmermman J., Pelayo V., Nieto R., Sanchez-Vizcaino JM. y Arias M.. Potential use of oral fluid samples for serological diagnosis of African swine fever . Veterinary Microbiology. In Press. ISSN: 0378-1135. DOI: 10.1016/j.vetmic.2012.12.034

01-Mag-2013 (12 anni 11 mesi 14 giorni fa)

Premesso che attualmente non esiste un vaccino contro la peste suina africana (PSA), il controllo di questa malattia si basa sul rilevamento rapido e precoce attraverso la vigilanza. Questo approccio richiede la raccolta di campioni di sangue di un gran numero di animali. Si tratta di un processo laborioso e caro che presenta inoltre un rischio aggiunto dovuto al fatto che il virus è presente nel sangue in alte concentrazioni.

L'obiettivo di questo studio fu di iniziare indagini sul potenziale uso dei fluidi orali come una alternativa al siero per la diagnosi della PSA e studiare il suo possibile uso nei programmi di vigilanza e controllo. Con questo fine, si raccolsero campioni di fluidi orali in differenti momenti post-infezione di 8 suini inoculati sperimentalmente con il virus della PSA attenuato. I campioni furono analizzati utilizzando protocolli modificati delle due tecniche sierologiche validate : ELISA e immunoperossidade (IPT). Attraverso questi due procedimenti si rilevarono anticorpi contro il virus della PSA nei campioni di fluidi orali di tutti i soggetti dall'inizio dell'infezione e fino alla fine dell'esperimento.

Questi risultati confermano la presenza di anticorpi contro il VPSA nei campioni di fluidi orali suini e la possibilità di utilizzare questi campioni per la diagnosi di PSA e potenzialmente per la vigilanza sulla malattia.